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Banca del Veneziano una Banca proprio come la vorresti.
La Banca di Credito Cooperativo del Veneziano o, più sinteticamente, Banca del Veneziano, nasce dall'unione di due diverse esperienze di mutualità sorte nel territorio della provincia di Venezia.

Più in particolare la Banca nasce dall'iniziativa di 43 soci fondatori che, accomunati dall'ideale cooperativistico, dettero vita, nella zona della riviera del Brenta, alla "Cassa Rurale ed Artigiana di Bojon di Campolongo Maggiore" il 24 febbraio 1963, e da un analogo movimento che porta, il 15 Febbraio 1964, alla fondazione della "Cassa Rurale ed Artigiana di Pramaggiore" nella zona del Portogruarese.

Questa forma di istituzione creditizia, che è sorta in Germania nel XIX secolo, rappresenta oggi la categoria più numerosa (ma non quella con il maggior numero di sportelli) nel sistema bancario del nostro paese e viene gestita come una organizzazione senza fini di lucro.

Il primo esempio di cooperativa di credito in Italia nasce nel Veneto e, più precisamente, a Loreggia nel 1884 ad opera di Leone Wollenborg a cui fa seguito, immediatamente dopo, la prima cassa di matrice cattolica sorta a Gambarare di Mira.

Queste iniziative sorgono con il preciso scopo di affrancare le comunità più povere, formate principalmente da contadini e piccoli artigiani, dal fenomeno dell'usura, consentendo anche a chi non possiede niente di accedere al credito portando come unica garanzia il proprio lavoro e la propria rettitudine morale, cooperando perché lo sforzo di ognuno vada a beneficio di tutti.

La scelta di fondare una Cassa Rurale è quindi stata la naturale risposta all'intento dei nostri Soci Fondatori, che era infatti quello di dotare la comunità locale di uno strumento che la mettesse in grado di svilupparsi sia economicamente che socialmente, favorendo l'accesso al credito anche alle classi meno abbienti e reinvestendo nel territorio buona parte degli utili realizzati, e, pur di ottenere questo scopo, essi non hanno esitato ad esporsi in prima persona realizzando una Società Cooperativa a Responsabilità Illimitata.

I fatti hanno dato ragione alla loro lungimiranza, in breve la Cassa ha cominciato a svilupparsi e a realizzare utili (il primo bilancio, chiuso dopo 44 giorni dall'apertura, portava un utile netto di 124.576 lire) diventando, di fatto, il principale motore economico della zona, ed il perno attorno al quale ruotano le principali attività solidaristiche e culturali delle comunità locali.

Parallelamente alla crescita patrimoniale e dimensionale, che l'ha portata a diventare la prima banca di credito cooperativo della provincia di Venezia, la Banca del Veneziano ha continuato a svolgere un importante ruolo di cultrice e promotrice dei valori e delle realtà locali, distinguendosi per la pubblicazione di libri legati alle tradizioni ed alla storia del territorio (ricordiamo, tra gli altri, "Tra Brenta e Saccisica", "L'antica Pianta", numerosi saggi sulla storia della dominazione veneziana, etc) nonché finanziando il recupero e la conservazione di beni artistici ed architettonici di grande importanza (ricordiamo, tra tutti, l'antica chiesa romanica di Santa Maria di Lugo, ed il restauro della chiesa parrocchiale di Camponogara).

Nel 1994 la Cassa Rurale ed Artigiana di Bojon di Campolongo Maggiore si fonde, con la Cassa Rurale ed Artigiana di Pramaggiore, assumendo una dimensione territoriale che copre trasversalmente l'intera area provinciale e cambiando il nome in quello attuale di "Banca di Credito Cooperativo del Veneziano".

Il nuovo nome vuole confermare ancor più l'attaccamento ai valori tradizionali del cooperativismo e del localismo, mutando infatti il nome da "Cassa Rurale ed Artigiana" in "Banca di Credito Cooperativo" si è voluta dare maggior enfasi ai valori della cooperazione, che non possono essere confinati entro ristrette cerchie sociali ma devono essere patrimonio di tutti come patrimonio comune è la difesa delle radici e dei valori delle comunità locali, piccoli microcosmi in cui la persona è ancora l'entità principale, accomunati da una matrice comune di "Venezianità" data da secoli di pace e relativo progresso dovuti alla dominazione della "Serenissima Repubblica di Venezia".

In quest'ottica va visto anche il restauro conservativo di Palazzo Zollio, antica villa veneta del 1600, perfettamente restaurato e divenuto la prestigiosa sede della Banca del Veneziano.

Il nostro Istituto è relativamente giovane, ma, come abbiamo visto, affonda le sue radici in una storia di valori secolari, il suo impegno è quindi quello di restare al passo con i tempi, fornendo ai propri clienti e soci i più moderni prodotti disponibili alle migliori condizioni di mercato in modo da poter crescere e progredire, continuando, nel contempo, a considerare che ogni cliente è, prima di tutto, una Persona e come tale deve essere salvaguardato, indipendentemente dal suo grado di cultura, dalla sua professione o dalle sue capacità economiche.

E' questa quindi la nostra sfida: essere "Banca" e nello stesso tempo continuare ad essere un punto di riferimento per i nostri soci e per le comunità locali che vogliamo rappresentare.






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